Località: Vada
Meteo: sole splendente e cielo terso
Vela: 5.2
Qualità: **
Presenti: Nikyta e Zioricky
La sera prima facciamo un refresh delle previ su Windfinder: solita chiazza blu in zona, con tendenza vagamente da nord est. Andiamo a letto e di nuovo sbim, sbum, sbam [porte, tapparelle e finestre che sbattono].
Questa volta ci alziamo presto (più o meno) e cominciamo l’esame degli spot. Il vento viene da terra e, dopo averne sentite di tutti i colori da diversi surfisti locali trovati nei paraggi il giorno precedente, decidiamo di andare a selezionare di persona lo spot in cui uscire. Guardiamo prima lo spot sottocasa, poi facciamo un blitz alla torre (

insomma, dove c’è un bastione in acqua a pochi metri dalla riva) e infine ci dirigiamo alle spiagge bianche. Qui troviamo un local in azione che poco dopo esce dall’acqua. Ci dice che non tiene la 5.2: ah benon!
Viste anche le difficoltà di trasporto attrezzatura (ci aspetterebbe quasi un km a piedi visti i divieti di accesso in auto del periodo), alla fine optiamo per tornare allo spot sottocasa, dove comunque sembrava meno forte (e quindi più adatto alle nostre vele).
Armiamo nuovamente le 5.2/5.4 e entriamo. Dopo un quarto d’ora in cui Manuel MB avrebbe dato sicuramente il meglio di sé, riusciamo a guadagnare la zona in cui il vento comincia a tirare. Iniziano così quasi tre ore di freeride selvaggio. Il vento è rafficatissimo, ma tira di quelle pacche veramente micidiali. Per fortuna l’acqua piattissima consente di gestire abbastanza bene l’abbondante soprainvelatura riscontrata la maggior parte del tempo in cui siamo rimasti in acqua.
Insomma ne viene fuori un’uscita sfiziosa, in un mare biancazzurro e caldo, che ci consente di non rosicare troppo viste le entusiastiche notizie provenienti dal nord Italia…
Alla prossima