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zioricky
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« il: 09 Dicembre , 2011, 00:52:38 » |
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25.11.2011 venerdì Località: El Médano Meteo: soleggiato Vela: 4,2 Qualità: **** Presenti: Bartali, Nikyta, TF7, zricky
26.11.2011 sabato Località: El Médano Meteo: soleggiato Vela: 5.0 Qualità: *** Presenti: Bartali, Nikyta, TF7, zricky
27.11.2011 domenica Località: El Médano Meteo: soleggiato Vela: 4.5 Qualità: **** Presenti: Bartali, Nikyta, TF7, zricky
In questo umido novembre in cui l’unica vera, grande preoccupazione degli italiani sembra essere l’andamento dello spread dei titoli di stato (anche se il 90% di chi ne parla ignora il significato di tale termine/concetto) e in cui i media non fanno altro che dipingere scenari apocalittici per il prossimo futuro, decido che forse è meglio cambiare orizzonte, almeno per qualche giorno. Così compro un biglietto aereo per la mia amata Tenerife e mi trascino dietro gli Zorz, Bartali e Nikyta, ognuno col proprio bisogno di staccare ed evadere, anche solo per pochi giorni, da una quotidianità che uccide lo spirito. Il 23 ci troviamo tutti a Orio e alle 13,45 ci imbarchiamo con il volo Ryanair alla volta delle Canarie. I buoni auspici del viaggio sembrano subito essere confermati dalla verve del pilota, che durante il saluto di benvenuto, ricordando che l’aereo è pieno, invita tutti i passeggeri a mettersi ai finestrini e a salutare per far invidia alla concorrenza (un grande!). Il volo è tranquillo e veloce, e alle 17 atterriamo all’aeroporto del Sur. Ci accolgono un suggestivo tramonto e una temperatura dell’aria di 22°. Recuperata la macchina a noleggio, ci dirigiamo al Médano dove faccio fare un mini giro panoramico ai nuovi venuti prima di ritrovarci con Valter Scotto al “solito posto”: l’Incontro. Un abbraccio al nostro amico ritrovato e poi tutti al chiringuito del Cabezo per una caña di bienvenido: difficile esprimere la sensazione di pienezza che mi pervade nel tornare a respirare l’aria dell’oceano e nel rivedere la spiaggia teatro di tante mie uscite a fianco di mostri sacri del windsurf… Ma ci sarà tempo per assaporare con calma queste emozioni: lo stomaco reclama ed è ora di far assaggiare ai miei amici uno dei classici punti di riferimento per le abbuffate di carne: il ristorante Meson Era Las Mozas a Valle San Lorenzo. Si aprono le danze e via di cistorra, salsiccia, papas arrugadas, vino tinto, per arrivare al piatto forte costituito da solomillo e costolette che, come giustamente fa notare Nik, per dimensioni sembrano appartenere più a un dinosauro che a un animale dei nostri giorni. Morale della favola, andiamo a letto facendo fatica a piegarci per toglierci le scarpe.
Il giorno successivo il meteo non sembra favorevolissimo. Il cielo è coperto (per quanto la temperatura rimanga gradevolissimamente sopra i 20°) e il vento non si fa vedere. Ne approfittiamo per un giro esplorativo, con passeggiata sul lungomare del Médano e tour alla bellissima spiaggia della Tejita. Da qui partiamo per un’ascesa alla Montaña Roja, da cui si domina l’intero paesaggio circostante e ci si rende conto della vastità dell’oceano. La passeggiata prepara i nostri stomaci alla seconda abbuffata della vacanza. Stasera è di turno il pesce e il massacro avviene a Tajao. Per concludere in bellezza la nostra giornata, da buon cicerone conduco Nik e Bart alla Tasca, un baretto nei pressi della Plaza Roja dove Eleonora prepara i migliori mojito del Médano.
Venerdì 25. La giornata è soleggiata e la brezza mattutina lascia ben sperare. I ritmi al Médano sono sempre lenti, soprattutto se a scandirli sono i tempi del servizio all’Incontro. Ma siamo in vacanza e la giornata è lunga. Nik e Bart si avviano in baia, dove noleggiano l’attrezzatura da Luca Orsi ed escono con le 5,3 per la session mattutina. Io decido di risparmiare le energie, visto che le previsioni danno un incremento dell’intensità del vento nel corso del pomeriggio. Così, dopo aver accompagnato gli Zorz in aeroporto (purtroppo gli impegni di lavoro impediscono un prolungamento del loro blitz in Canaria), mi fiondo al Cabezo e, mentre Nik e Bart sparano le ultime cartucce della giornata in baia, mi appresto alla session serale. Seguendo puntualmente le indicazioni del mio guru Valter, armo la 4.2. C’è bassa marea e ciò contribuisce a tenere abbastanza bassi i miei battiti mentre, acqua alle ginocchia, alzo la vela è parto. Supero i primi frangenti e via a manetta. Scorgo subito di fronte a me una rampa alta e ripida. La punto decisamente e stacco. 1.. 2.. 3.. Sicuramente in termini reali l’air time sarà stato molto più breve, ma per altezza e tempo di “fluttuazione” i secondi in aria mi sono sembrati un’eternità. Uno sguardo di ringraziamento al cielo, il sorriso che mi si stampa sul viso e via: questa è la felicità!... Bordeggio prudentemente fuori dalla zona calda: la bassa riduce sicuramente i pericoli di fracassamento contro le rocce, ma sono un po’ giù di tono fisicamente e i miei tempi di reazione sono scarsi. Meglio quindi far pratica sugli ondoni che si formano più al largo, che sono più lisci e tondi, ma che consentono comunque un utile rispolvero delle nozioni di surfata in backside in un ambiente certamente più tranquillo. Ogni tanto comunque, faccio capolino tra le barre più formate e piazzo qualche timido accenno di bottom & cut back sulle loro pance ripide e lisce: che sensazione!!! Mi godo gli ultimi bordi sotto un cielo incendiato dai caldi colori del tramonto e accompagnato da qualche guizzo di pesci volanti: davvero difficile rendere le emozioni di questi momenti… Disarmo quasi al buio. Solita caña in compagnia, doccia e nemmeno il tempo di ripercorrere dentro di me la splendida surfata di poco fa che ci si muove per una replica dell’abbuffata di carne, questa volta al “Roland Garros”.
Sabato 26. Ci risvegliamo sotto un sole caldo e luminoso. La brezza è già abbastanza tesa e, dopo la colazione all’Incontro, ci dirigiamo tutti in baia. Nik e Bart entrano in acqua con le 5.3, io mi apposto in spiaggia per il photoshooting ai miei compari. Il vento rimane sempre al limite e non consente ai nostri di fare dei “numeri”. Entrambi comunque portano a casa qualcosa di buono: il primo, una vela trovata in acqua (si farà vivo successivamente il proprietario, un austriaco che viene spesso anche sul Garda), il secondo l’oblio del freestyle… Nel pomeriggio abbandono i ragazzi e torno al Cabezo. Incontro Alex Mussolini che è appena uscito dall’acqua e, incrociandomi, mi dice: “Non c’è onda porc@ putt***!” (azz, è la prima volta che gli sento dire qualcosa in italiano!!). Gli chiedo un consiglio sulla vela e, su suo suggerimento, armo la 5. Ci saranno state anche poche onde, ma io mi sono divertito un mondo lo stesso. L’allenamento del giorno prima e la ridotta presenza di persone in acqua mi induce a prendermi qualche confidenza in più. E’ vero, le onde sono “piccole” (1/1.5 m) ma per me sono perfette per giocarci senza troppi patemi. E questo fa aumentare di molto il numero di stellette dell’uscita. La sera, Valter ci invita a cena a casa sua. Tra i fornelli si trova a suo agio come tra le onde del Cabezo (nei primi anni dopo il suo trasferimento a Tenerife aveva gestito il ristorante che ora è l’Incontro) e così ci presenta una serie di piatti “haute cousine” veramente da urlo. Come al solito ci abbuffiamo di cibo e risate fino allo sfinimento. E’ sabato e Nik manifesta il desiderio di assaggiare un po’ di vita mondana locale. Ci dirigiamo quindi a Las Americas, ma non è certo alta stagione e il movimento non è granchè. Sorseggiamo delusi un mojito che par più una Lemonsoda che altro e decidiamo quindi di far ritorno al Mèdano. Eleonora è ancora aperta e facciamo in tempo a far due chiacchiere con lei mentre tentiamo con successo di far riconciliare i nostri palati col buon gusto attraverso un paio di giri con i cocktail preparati dalle sue sapienti mani.
Domenica 27. La domenica comincia con la solita colazione all’Incontro. Oggi i tempi di reazione dello staff sembrano risentire della sonnolenza della festività e per un pelo non faccio tardi alla partita della squadra dei giovanissimi del Médano (dove milita il figlio di Valter). Dopo 5 minuti i rossoblu padroni di casa sono già sopra 3 a 0 e diventa subito chiaro che oggi le emozioni dovrò andare a cercarmele ancora una volta in acqua. A mezzogiorno l’aliseo si intensifica ed è di nuovo ora di aprire le danze. Io raggiungo il guardiatavole al Cabezo, mentre Nik e Bart vanno a noleggiare da Luca Orsi: appuntamento in acqua davanti a Godzilla! Il vento è bello disteso e costante: 4,5 è la mia scelta per oggi. C’è anche alta marea, ma io sono caldazzo (hey, è un po’ che questo termine è caduto in disuso, va rispolverato!!). E poi se voglio meritarmi davvero la qualifica di “local”, dovrò pure far qualcosa di più che lasciar pinne su Godzilla o venire frullato al bunker, no?!... Studio i set e parto deciso. Sìììììììì, lo shore breakkone di un metro e fischia è superato in scioltezza e la mia gioia è evidente… Il vento è deciso e Nik e Bart risalgono agevolmente dalla baia. Ci ritroviamo e giochiamo insieme nello spot che 4 mesi fa è stato teatro di una grande tappa del PWA wave tour 2011. Nik zompa sicuro e abbozza qualche surfatina. Bart resetta la mente e torna il pioniere che fu. Con strambate sull’onda e salti a gogo, si purifica dal freestyle e torna ad essere una zecca di mare. Io ci do dentro sempre con la solita sequenza: in uscita, saltelli e strambate sotto l’onda (con qualche variazione sul tema tentando il 360), nel rientro surfata in back sulle onde più ripide che ogni tanto si formavano anche fuori dalla zona calda… Dopo più di due ore, e pim e pum e pam, cominciamo a essere stanchini e quindi decidiamo di rientrare in baia. Super lascone alla velocità della luce e in men che non si dica approdiamo in baia, pronti per il nostro boccadillo quotidiano… Con la panza piena, ci concediamo un’oretta di riposo. Il vento comincia a però a ritirarsi. E io devo tornare al Cabezo! La vedo grigia, ma oggi è la giornata dei forti! Supero i 200 m di zona buca con il mio 75 lt che naviga sotto il pelo dell’acqua. Per fortuna fuori è ancora forte e alla prima raffica parto in planata. Mi porto ben al largo e quindi comincio la mia super bolina. In tre bordi sono al molo. Già che ci sono vedo di prendere qualche onda. Azz, sono davvero belle e lisce, ma il vento non spinge a sufficienza e il cut back rimane una mission impossibile… Risalgo ancora e arrivo al Cabezo. E’ il tramonto e ormai c’è poca gente in acqua. Non ne ho quasi più, ma non posso permettermi il lusso di sprecare questa opportunità. Così mi sistemo a ridosso della zona pro. Le onde sono lisce e distanti e questo mi infonde un po’ di incosciente tranquillità. Faccio un paio di bordi “di riscaldamento” per riprendere il polso della situazione e poi decido di provare a prendere un’onda. su un’onda. Rientro piano, lo sguardo a sopravvento. Vedo un bel set e punto alla terza (non si sa mai…). La “marco” e sincronizzo il tempo. Arrivo puntuale sulla pancia e mi butto per il bottom. Bello, profondo, incisivo. Poi risalgo e miro al lip. Quando ci sono, colpo di reni e via. La tavola fa una brevissima slashata sulla schiuma, poi riprende trazione e gira indirizzandosi di nuovo alla parete ripida dell’onda. Nuovo bottom deciso e… azzzzzz, Godzilla è lì!!!! Cut back alla velocità della luce e mi trovo a galleggiare sullo schiumone dell’onda che sta frangendo. Con la sensazione di stare “lievitando”, mi faccio trasportare dolcemente in spiaggetta. Quando metto i piedi a terra, non ho più dubbi: questo è il sigillo all’uscita, alla mini vacanza, alla stagione 2011! Il cuore batte a mille, ebbro di sensazioni che rimarranno a lungo impresse…
There’s nothing compared with wave riding
L’indomani ci concediamo una mezza giornata di relax nel sole e nel tepore del Mèdano. Alle 16 salutiamo Valter e ci dirigiamo in aeroporto. Sulla scaletta dell’aereo un ultimo sguardo velato di malinconia all’oceano e alla Montaña Roja, che la luce del tramonto fa risplendere in un orgia di colori caldi che mozzano il fiato. Mentre il pensiero di tutti noi va alla prossima volta che la rivedremo…
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